È giunto anche quest’anno il Natale e si rincorrono sui social e sui media parole di circostanza, di luoghi comuni e frasi pre-confezionate nella frenesia di comunicare, facendo rimbalzare a tutti lo stesso messaggio e tacitando così la nostra coscienza per aver adempiuto al nostro dovere.
Per questo, ho fatto la scelta di prendere in prestito le parole usate da Erri De Luca, che riescono ad esprimere meglio il senso del tempo che stiamo vivendo, in un sapiente gioco tra il nostro presente e il tempo passato, in cui è nato Gesù di Nazareth.
(…) Natale arriva come un faro sui cocci e fa brillare i frantumi
(…) Natale è l’ultima festa che costringe ai conti
(…) Natale è atto di accusa.
Natale incalza a fondo i disertori.
(…) Dovrebbe essere festa del silenzio, di chi tende l’orecchio e scruta con speranza dentro il buio. Converge non sopra i palazzi e i centri commerciali, ma sopra una baracca, la cometa.
Porta la buona notizia che rallegra i modesti e angoscia i re. (…)
La notizia si è fatta largo dentro il corpo di una ragazza di Israele, incinta fuorilegge, partoriente dove non c’è tetto, salvata dal mistero di amore del marito che l’ha difesa, gravida non di lui. (…)
Lì dentro la baracca, che oggi sgombererebbero le ruspe, lontano dalla casa e dai parenti a Nazareth, si annuncia festa per chi non ha un uovo da sbattere in due.
Per chi è finito solo, per il viandante, per la svestita sul viale d’inverno, per chi è stato messo alla porta e licenziato, per chi non ha di che pagarsi il tetto, per i malcapitati è proclamata festa.
Natale con i tuoi: buon per te se ne hai. Ma non è vero che si celebra l’agio familiare. Natale è lo sbaraglio di un cucciolo di redentore privo pure di una coperta. Chi è in affanno, steso in una corsia, dietro un filo spinato, chi è sparigliato, sia stanotte lieto. È di lui, del suo ingombro che si celebra l’avvento.
Che questo Natale sia il tempo della responsabilità, dell’ascolto, dell’attenzione verso l’altro, in difficoltà o più fragile: la scuola è chiamata ad un compito sempre più complesso e difficile, ma se sapremo mettere in atto, con gesti concreti e tangibili, quello che il Natale evoca, potremo guardare con più fiducia a quel futuro che le nostre studentesse e i nostri studenti rappresentano.
Auguri a tutti voi di buon Natale e per il nuovo anno che spalanca le sue porte, tra tante incertezze, ma anche con tante speranze.
Maria Teresa Cipriano
0